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Coming Soon!
E' in fase di
elaborazione il
tour estivo 2011

A presto per le
date
e gli appuntamenti |
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Pino Barillà
biografia
(clicca sulle foto per ingrandirle) |
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Nasco nel 1956 ad Eranova, piccola frazione
del Comune di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria.
Dopo l’infanzia passata a Polistena (RC)
per motivi lavorativi di mio padre nel 1961 ci trasferiamo a
Bologna, dove rimango fino al completamento della prima media.
Nel 1968 mi trasferisco in Calabria per
abitare con mia nonna Concettina, rimasta vedova.
A Polistena frequento la seconda e la terza
media; a Cittanova il Liceo Classico “Vincenzo Gerace” dove nel
1975 ottengo il diploma di maturità.
Negli anni della scuola media il mio
insegnante di lettere, prof.. Francesco Jerace, e l’insegnante
di musica, prof.ssa Sincero, mi spingono a cantare perché avevo
una voce bianca molto potente.
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Nel 1969 entro a far parte del coro della
Parrocchia della Chiesa del Santo Rosario di Polistena, diretto
dal Maestro Franco Daniele ed il parroco, don Onofrio Brindisi,
mi convince a partecipare alla prima edizione del Cantaprile
Polistenese, dove arrivo al secondo posto con la canzone di Don
Backy “Un sorriso”.
Nel 1970 riesco a vincere la seconda
edizione con una canzone di Nicola di Bari “La prima cosa
bella”.
In quello stesso anno partecipo anche alla
prima edizione del Luglio Polistenese, accompagnato dai mitici
“The Summer Boys” di Cecè Calcopietro, arrivando al secondo
posto con la canzone di Al Bano “Mezzanotte d’amore”.
Nella stessa occasione entro a far parte
del Gruppo Folk organizzato da alcuni docenti delle scuole medie
di Polistena.
Il Gruppo dura solo per le esibizioni
previste dal Luglio Polistenese e viene sciolto subito dopo
vanificando il lavoro di preparazione che ci aveva portato ad un
buon livello di affiatamento.
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Nell’agosto del 1970, insieme ai miei
fratelli, Lello alla chitarra elettrica e Ranieri alla batteria,
con l’amico Ranieri Calopresti all’organo ed io, voce e chitarra
basso, fondiamo il complesso “The Cougars”, cominciando a
suonare nelle feste di piazza e nei matrimoni.
Nel 1971 e nel 1972 continuiamo a suonare e
nell’estate del 1972 partecipo al Festival dell’Ulivo di Galatro
(RC) vincendo con la canzone “Io e te” di Massimo Ranieri.
Nel 1973 inseriamo alla chitarra basso un
nuovo elemento, Francesco Mileto, iniziando a suonare musica
“più impegnativa” (Banco del Mutuo Soccorso, Orme, Premiata
Forneria Marconi per i gruppi italiani, Led Zeppelin e Black
Sabbath per i gruppi stranieri)) cambiando il nome in A.I.C.E.,
diminutivo di Ambasciata Italiana di Corrispondenza Estera.
Nel 1974 il complesso si scioglie.
Io e Francesco Mileto decidiamo di
scriverci le canzoni perché riteniamo opportuno trovare un
nostro personale modo di fare e proporre musica.
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Nel 1975 vengo inserito nel listino
distribuito dall’Arci Calabria e comincio a fare i primi
concerti da solista; ricordo Palmi, Guardavalle Marina, Soriano
Calabro, Gioia Tauro, Cinquefrondi, Polistena, Melicucco e
Bianco.
Alla fine di agosto vinco un festival
regionale di voci nuove a Francica (VV) con una canzone inedita
di mio fratello Lello “Cosa dirò ai miei figli”, dopo aver vinto
la semifinale a Giffone (RC) con la canzone di Claudio Baglioni
“E me lo chiami amore”.
Nel mese di settembre ritorno a Bologna e
continuo a fare concerti per l’Arci dell’Emilia Romagna; ricordo
varie feste di quartiere a Bologna e qualche serata in
provincia.
Il farsi sentire nei concerti “live”
determina spesso l’incontro con qualcuno disposto ad aiutarti e
così vengo invitato dalla più ascoltata emittente libera di
Bologna, Radio Nettuno Onda Libera.
Vengo intervistato nello spazio dei
cantautori, gestito da una ragazza di nome Adriana e, dal vivo,
presento alcune canzoni inedite.
I consensi ottenuti spingono il patron di
Nettuno Onda Libera, Claudio Simonetti, a presentarmi Ricky
Portera col quale poter arrangiare qualche canzone, ma i troppi
impegni dello stesso Portera (aveva da poco cominciato a suonare
nella band di Lucio Dalla e stava nascendo il gruppo degli
Stadio) vanificano qualsiasi progetto intrapreso. |
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Grazie ai ragazzi della Radio conosco anche
Vasco Rossi, allora alle prime armi, e Dodo Veroli, uno degli
inventori dei Nomadi, sempre prodigo di consigli e suggerimenti,
un vero galantuomo.
Un serio problema di salute mi fa
abbandonare tutto e ritornare in convalescenza a Polistena dove
dall’inizio del 1976 al maggio 1977 (partenza per il Servizio
militare) lavoro per Radio Viola, una delle prime emittenti
libere della provincia di Reggio Calabria.
Congedatomi ritorno a Polistena e con
Francesco Mileto ricomincio a scrivere canzoni.
Comincio questa nuova avventura musicale
sfociata nel 1979 con la pubblicazione del mio primo 45 giri,
per la Piranik Record, con le canzoni “Non parlammo più” e “Non
siamo tutti uguali”.
Gli arrangiamenti vengono curati da Sergio
Mileto che suona anche diversi strumenti.
Suonano anche Pino e Nicola Gattuso.
Grazie anche alle radio libere (in tutti i
sensi) il disco, nonostante la tiratura limitata, ha un buon
ritorno in termini di ascolto (era molto richiesto) e viene
anche trasmesso dai programmi radiofonici del Notturno Italiano
della RAI (negli appositi spazi dedicati alle varie etichette
discografiche).
Nel 1980 decidiamo di fare il passo più
lungo e pubblichiamo per la RPS una musicassetta con otto
canzoni “…e tu?”, “Paura?”, “Grazie”, “Quante volte”, “Non
parlammo più”, “Con Te”, “Rosa” e “Sentire”.
Gli arrangiamenti vengono curati da Paolo
Russo e Ranieri Calopresti. |
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Suonano anche Domenico Corica, Sergio
Mileto, Pippo Scordino, Salvatore Scordino, Michele Russo e
Antonio Russo.
Nonostante le discrete vendite la cassetta
segna anche la fine della collaborazione discografica con
Mileto; infatti l’entrata di entrambi, a tempo pieno, nel mondo
del lavoro limita molto la possibilità di incontrarsi e lavorare
a qualsiasi progetto.
Continuo a scrivere canzoni da solo o con
parolieri occasionali (scrivo alcune canzoni con Nuccio Cangemi,
altre con Giovanni Pecora) e, nel 1984, grazie alla
collaborazione del maestro Ranieri Calopresti e di Sergio Mileto
presento a Polistena uno spettacolo dal titolo “Un viso triste
di vecchio” contraddistinto da due momenti; uno con le chitarre
insieme a Sergio Mileto, l’altro con il maestro Ranieri
Calopresti al piano elettrico. |
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Nel 1985 presento a Polistena, insieme a
quattro giovani musicisti, Peppe Rigoli al piano elettrico,
Giancarlo Alessi alla batteria e percussioni, Renato Pellicano
alle tastiere ed Antonio Muscherà alla chitarra basso uno
spettacolo inedito dal titolo “Qualcosa cambierà”, che ottiene
molti consensi anche per lo sforzo scenografico di grande
impatto.
Con il maestro Calopresti, nel maggio 1986,
partecipo a due spettacoli presso le Scuole medie di Melicucco e
Taurianova, dove lo stesso è docente di musica.
Il tentativo è di fare capire la
semplicità con cui può nascere una canzone popolare.
Durante il periodo estivo riesco ad
ottenere la collaborazione di ben dodici musicisti, Peppe Rigoli
alle tastiere, Sergio Mileto alla chitarra elettrica, Massimo
Carbone alla chitarra acustica, Antonio Russo al basso
elettrico, Giancarlo Alessi alla batteria e percussioni, Antonio
Romeo al trombone, Giacomo Cassalia e Domenico Puntoriero alle
trombe, Carlo Pellicano al flauto, Angelo Avati al clarinetto,
Rocco Anile al sax alto e Franco Anile al sax tenore, e presento
lo spettacolo “Giro di Boa” all’Anfiteatro di Polistena.
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Le cattive condizioni atmosferiche e le
difficoltà tecniche insorte per tentare di amplificare
correttamente la numerosa sezione di fiati non ci consentono di
ottenere lo stesso riscontro positivo dell’anno precedente.
Ritorno allora a lavorare con il maestro
Ranieri Calopresti e nel 1987 presentiamo lo spettacolo
“Approdo”.
Nel luglio del 1988, su invito del
cappellano del Supercarcere di Palmi, don Silvio Mesiti, insieme
a Sergio Mileto, Peppe Rigoli e Giancarlo Alessi teniamo un
applaudito concerto per i detenuti della struttura.
Lo stesso anno vengo coinvolto da
Giancarlo Alessi, Peppe Rigoli, Massimo Carbone ed Antonio Russo
in due concerti a Polistena e Taurianova eseguendo solo delle
“cover” di altri autori. |
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Nel 1989 insieme a Sergio Mileto alla
chitarra elettrica, Peppe Rigoli alle tastiere, Nelly Creazzo al
piano elettrico, Gianni Cuzzocrea al basso elettrico e
Giancarlo Alessi alla batteria effettuo all’Anfiteatro di
Polistena un concerto ripresentando una serie di canzoni fatte
nei concerti precedenti con arrangiamenti più freschi, curati
con molto impegno dai ragazzi del gruppo.
Dall’estate del 1991 comincio con il
maestro Ranieri Calopresti a suonare musica di altri autori in
giro per la Calabria fino all’estate del 1997.
Nel 1998 e 1999 continuo da solo a fare
piano bar in alcune manifestazioni ed in alcuni locali della
provincia di Reggio Calabria .
Nell’estate del 1999 l’incontro con il
maestro Michele Russo mi spinge a realizzare un Cd di prova, “…e
se guardo le stelle sono sempre le stesse!” con quattro canzoni
arrangiate dallo stesso maestro, “La voglia”, “La strada della
vita”, “Qualcosa cambierà” e “Strani castelli”.
Nella canzone “La voglia” c’è la simpatica
partecipazione di Enzo Andriello come corista.
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La copertina è del maestro Francesco
Corica.
Nel 2000 conosco il maestro Alessandro
Luvarà e cominciamo subito la collaborazione riarrangiando sei
delle otto canzoni della musicassetta “…e pensare che…”.
Nello stesso tempo il maestro Luvarà
comincia anche ad arrangiare e suonare le dieci canzoni scelte
per il nuovo cd, “Qualcosa cambierà”, “Tutti ridevano”, “Eppure
io”, “Anno Domini 2000”, “Strani castelli”, “Ed
improvvisamente…”, “ Il mostro dov’è?”, “Amore già passato”,
“Oggi il cielo…” e “La strada della vita”.
L’unica collaborazione esterna è la voce
femminile di “Anno Domini 2000”, Donatella Sollazzo.
Nel 2001 viene alla luce il cd in questione
dal titolo “Tutti ridevano” che, nonostante la tiratura
limitata, ha un buon riscontro di critica.
La copertina è del maestro Angelo Formica
ed il disegno interno di Arlecchino è del maestro Francesco
Corica.
Il disco viene presentato all’Auditorium di
Polistena in una serata di beneficenza a favore del Samaritano
sponsorizzata anche dal Lions Club “Brutium” di Polistena,con la
pregevole collaborazione musicale del maestro Alessandro Luvarà.
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Nello stesso anno partecipo alle selezioni
del 44° Zecchino d’oro. Per l’occasione scrivo una canzone dal
titolo “La gallina Carolina” e mi avvalgo della voce di Chicco
Scordino per la registrazione del provino.
Nel maggio del 2002 partecipo al 45°
Zecchino d’oro con la canzone “Letterina” e nel mese di agosto
la canto in uno spettacolo a Polistena dal titolo “Un cavaliere
ed altre storie”.
La canto con Tania Borgese, una giovane
ragazza polistenese in possesso di una bella e potente voce e
decido di incidere un CD con il brano cantato e la base
musicale, destinando gli eventuali proventi dello stesso a
favore del “Samaritano”, associazione onlus di Polistena in
prima linea nell’aiuto dei bisognosi e degli emarginati, guidata
con molta intelligenza dall’arciprete della Chiesa Matrice di
Polistena, don Pino De Masi.
Alcune ditte di Polistena e dintorni
sponsorizzano l’iniziativa.
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La copertina è una mia idea grafica
realizzata insieme a Vincenzo Pasqualino.
Il 2003 rimane un anno di riflessione e nel
mese di aprile 2004 partecipo al 47° Zecchino d’oro con la
canzone “Il pappagallo Cocorito” grazie anche alla
collaborazione di Giò Giò Borgese che canta nel provino.
Nel mese di novembre, con la consueta
collaborazione del maestro Alessandro Luvarà e con la
straordinaria partecipazione del maestro Giancarlo Mazzù alle
chitarre inizio la lavorazione del nuovo CD, contenente le
canzoni, “Sogno”, “Uomo…”, “Via Broletto n.
34”, ” Cercarti”,
”Nessuno,nessuno”, “Diversi da chi?”, “Mani pulite”, “Un
cavaliere”, “Ricomincio”.
Partecipano anche alla buona riuscita del
lavoro Tania Borgese ai cori e Gianluca Politanò alla chitarra
elettrica.
Nel brano “Mani pulite” suonano anche
Giovanni Panaia alla batteria, Sergio Mileto alla chitarra
acustica, Michelangelo Nasso al basso elettrico e Giorgio Rovere
alle tastiere.
Nel brano “Un cavaliere” suonano anche
Alberto Garreffa alla chitarra elettrica ed il maestro Pasquale
Morgante in un assolo di tastiera molto efficace.
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Il brano è stato registrato una prima volta
nel 2001 ed è stato inserito più volte in alcuni siti
progressisti con moltissimi download gratuiti.
“Via
Broletto n. 34” è una mia interpretazione del brano di Sergio
Endrigo; a tal proposito ho trasmesso via e-mail la
registrazione al maestro ed al gestore del suo sito personale,
Matteo Perazzi, ricevendone lusinghieri apprezzamenti, ed un
biglietto di ringraziamenti di Sergio Endrigo, già colpito dalla
malattia che l’ha portato alla morte:
Nel brano “Ricomincio” partecipano come
coristi Giovanni Panaia, Alessia Barillà, Maristella Larosa,
Palma Barillà, Angelo Borgese, Federica Infusini, Fara Napoli e
Francesca Luci.
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La copertina è stata realizzata da Enzo
Andriello con la foto di Davide Napoli.
“Diversi da chi?”, “Un cavaliere” e
“Ricomincio” nascono dall’incontro con la penna di Giovanni
Pecora.
“Cercarti” e “Nessuno, nessuno”, sono due
rielaborazioni di brani scritti circa venti anni fa in
collaborazione con Francesco Mileto.
Il CD è uscito nel mese di aprile 2005.
La buona riuscita del lavoro con un
riscontro positivo per quel che riguarda il lavoro estivo, molte
sono infatti le serate nei locali in provincia, mi hanno portato
alla ricerca, per un nuovo lavoro, di collaborazioni molto
qualificate sia da un punto di vista musicale che nella ricerca
di testi in lingua italiana di giovani autori.
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Nell’autunno del 2006 un attentato mafioso
ha portato alla morte il vice presidente del Consiglio Regionale
della Calabria, l’on. Franco Fortugno.
Il figlio del mio amico e collaboratore
Giovanni Pecora, Aldo, ha avuto la capacità di coniare lo slogan
“E adesso ammazzateci tutti” che ha fatto il giro del mondo e,
ci ha sollecitati a scrivere qualcosa.
Nasce così “E adesso ammazzateci tutti” su
testo di Giovanni Pecora e musiche mie e di Alessandro Luvarà.
Per la registrazione ci avvaliamo della
qualificata partecipazione alle chitarre del maestro Giancarlo
Mazzù e di Giovanni Pecora e Tania Borgese come coristi.
Lo inseriamo su alcuni siti internet dando
la facoltà di poterlo scaricare gratuitamente.
Riscontriamo moltissimi downloads che
ormai, a distanza di quasi quattro anni, continuano
ininterrottamente.
Per caso, girovagando su internet, ho
trovato due testi in prosa.
Uno è una lettera aperta scritta dalla
figlia del giudice Antonino Scopelliti al padre vittima di un
omicidio di chiaro stampo mafioso, l’altro è una favola “Il sole
e la luna” della scrittrice Francesca Santucci.
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L’operazione di musicare due testi in
prosa, molto lunghi, cercando di mantenere inalterati i dati
essenziali degli stessi, è stata molto laboriosa, ma alla fine,
grazie anche alla collaborazione del solito Alessandro Luvarà,
penso di avere fatto un buon lavoro anche in considerazione al
fatto che le due autrici hanno accettato di depositare i due
testi in SIAE firmandoli uno con titolo “Non so perdonare”
l’altro con titolo “Il sole e la luna”
La collaborazione con il poeta crotonese
Luigi Tallarico ha portato alla realizzazione di altri cinque
brani: “Le tue ali nere”, “Se fosse vera la notte”, “Ipotesi di
un amore”, Omnes eodem cogimur” e “Filastrocca di Mastro
Temporale”.
Nel gennaio del 2007 esce in edizione
limitata ed omaggio il CD “Il sole e la luna” che oltre a
contenere i brani su elencati presenta anche una cover del brano
di Piero Ciampi “Io e te, Maria”.
Al CD partecipano come musicisti, tra
l’altro, Pasquale Morgante, Daniele Morelli, Enrico Guerzoni,
Barbara Giorgi ed Andrea Ferrario, tutti coordinati e diretti da
Alessandro Luvarà che, oltre a suonare svariati strumenti, ne
cura sia la direzione artistica che gli arrangiamenti.
La copertina è un gioco grafico di Aldo
Pecora.
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Nel mese di maggio vengo invitato ad aprire
il concerto in ricordo di Fortugno nella piazza di Locri, dove
erano convenute rappresentanze sindacali da tutt’Italia e
presento per la prima volta dal vivo “ E adesso ammazzateci
tutti” e “Diversi da chi?”.
Nel mese di agosto la canzone “Non so
perdonare”, presentata da Michele Cocuzza apre a Reggio Calabria
la manifestazione Nazionale “Legalitalia” coordinata dal
movimento antimafie “E adesso ammazzateci tutti”.
L’incontro con Rinaldo De Maria eclettico
artista di San Giorgio Morgeto, il piccolo paese in provincia di
Reggio Calabria in cui ora vivo, mi spinge a completare il
percorso del CD “Il sole e la luna” per presentare un nuovo
lavoro, questa volta con tutti i criteri.
Il 17 gennaio del 2008 la trasmissione
radiofonica “Demo” di RADIO RAI UNO inserisce nel palinsesto la
canzone “E adesso ammazzateci tutti” e Michel Pergolani così
definisce il cantautore Pino Barillà :
“…un cantautore di buona qualità. Brani
originali e ben suonati; testi introspettivi ed anche di
denuncia. Sound tra etnico e canzone d’autore…”. |
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Nel mese di giugno 2008 la canzone “Ora”
ottiene la menzione speciale per la poesia in musica alla XXIV
edizione del éPremio Internazionale di Poesia “Nosside” con
partecipanti di 40 nazioni, in rappresentanza di tre continenti.
Lo stesso brano viene inserito nel CD
allegato all’Antologia del Premio stesso, edita dalla Città del
Sole.
Nel settembre del 2008 esce il nuovo CD
“Canto” che, contiene i brani del CD “Il sole e la luna” con una
nuova versione di “Io e te, Maria”, cover di Piero Ciampi ed
anche “Via Broletto n. 34”, cover della canzone di Sergio
Endrigo, contenuta in un altro CD, viene riproposta con una
nuova interpretazione.
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Vengono aggiunte:
“La libertà” una nuova rilettura del brano di
Giorgio Gaber con la voce dello stesso ad aprire il brano
(gratificante a tale proposito l’autorizzazione della Fondazione
Gaber che si complimentava per l’originalità) ed un coro di ragazze
dell’Istituto Comprensivo “Florimo” di San Giorgio Morgeto (tra le
quali mia figlia Paola) a farne un contorno molto particolare.
Alle chitarre uno strepitoso Giancarlo Mazzù.
“L’ultimo canto” scritta da me con Luigi
Tallarico e Alessandro Luvarà.
“Canto” nata dalla penna di Rinaldo De Maria
con musiche mie e di Alessandro Luvarà; alle
chitarre Daniele Morelli, alla batteria
Marcello Surace ed il paziente Alessandro Luvarà a suonare,
coordinare e dirigere il tutto.
La copertina viene disegnata da Rinaldo De
Maria e l’impostazione grafica di tutto il libretto è di Aldo Pecora
con la collaborazione di Giovanni Borgese.
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Nel numero di ottobre della rivista online
Mucchio Selvaggio, nella rubrica "Fuori dal Mucchio", il critico
Gianluca Veltri così recensisce il CD “Canto”:
«Espressione di un crocevia virtuoso,
tra la canzone d’autore più seria e la resistenza civile, il
musicista di Gioia Tauro Pino Barillà realizza un lavoro di
summa dopo un’attività pluridecennale.
Splendida l’iniziale title track “Canto”,
avvolgente come una traversata evocativa, nonché la sua gemella
“L’ultimo canto”, approdo da “un mare in tempesta” dalla parte
opposta del disco, ugualmente struggente. I due episodi migliori
del lavoro. “Se fosse vera la notte” ricorda certe composizioni
più morbide dell’ultimo Lolli, al quale Barillà è unito dal
trait d’union d’uno stuolo di musicisti in comune: Alessandro
Luvarà, Andrea Ferrario, Marcello Surace, Pasquale Morgante.
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Il biglietto originale
con cui Sergio Endrigo saluta e ringrazia Pino Barillà per il
suo remake di
"Via Broletto numero 34"

(clicca sull'immagine per ingrandirla) |
I numi del cantautore reggino paiono essere
Endrigo, Ciampi e Lauzi: a quest’ultimo lo avvicinano moltissimo
timbri e vezzi vocali. Quanto al compianto autore di “Teresa” –
sussistessero dubbi – v’è la traccia numero 8: un’energica “Via
Broletto n. 34”, una delle cover – tributo dell’album. Le altre sono
“Io e te, Maria” (Ciampi, appunto), e “La libertà” di Giorgio Gaber,
realizzata in versione swingante insieme a un giocoso coro di
bambini. E’ questo, gaberiano, il lato politico di Barillà: quello
di “E adesso ammazzateci tutti”, una canzone di lotta a viso aperto
contro la paura (“Piangono i giovani ma non sono piegati, loro son
stanchi di chi ruba la speranza”).
Su altri registri “Ora”, una sonata dolente e incuneata su se
stessa, tratta da una lirica di Vincenzo Fusco, per pianoforte,
violoncello e chitarra».
Il 17 gennaio del 2009 presento il disco
“Canto” in un concerto presso l’Auditorium del Comune di Polistena
all’interno della Stagione dei Grandi Eventi con l’organizzazione
del Teatro Stabile di Polistena.
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In quell’occasione presento anche l’ultima
canzone “Dolce paese mio”, dedicata al mio paese adottivo,
Polistena, tratta da una lirica della professoressa Lina
Carullo e musicata da me e Giosuè Greco, giovane sassofonista
polistenese che ne cura anche l’arrangiamento.
Lo stesso Greco collabora suonando dal vivo
in diversi brani del concerto.
Nella stessa serata tra l’altro presento
con un video curato da Rinaldo De Maria, la canzone “La scuola
di Beslan” tratta da una lirica del poeta russo Eugenij
Evtushenko, musicata da me ed Alessandro Luvarà con la
qualificata collaborazione del maestro Giancarlo Mazzù alle
chitarre.
Il 16 mese di marzo 2010 la canzone “Non so
perdonare” ed il 25 del mese di maggio 2010 la canzone “E adesso
ammazzateci tutti” vengono trasmesse nella trasmissione
radiofonica “La bellezza contro la mafia” di RADIO RAI UNO.
Il 26 maggio 2010 presento, come ospite,
presso la Scuola Media “Don Bosco” di Pellaro (RC), nella
manifestazione incontro con l’autore, due cartoni animati dove
il professore Nino Sergi, insegnante reggino appassionato di
animazione, veste simpaticamente due mie canzoni, “Il sole e la
luna” e “L’ultimo canto”.
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